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Giro dei Laghi di Viana

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Uno sterminato anfiteatro di pascoli avente per confine, verso il cielo, un lungo profilo di creste livellate sopra quota 2000 m. Questo era l'aspetto del bacino Tornetti-Polpresa fino all'inizio degli Anni Settanta; la vastità e la dolcezza arcadica dei suoi prati non avevano rivali in tutte le Valli di Lanzo.
Oggigiorno questa soleggiata e fertile zona presenta l'estinzione quasi totale delle tradizionali attività montanare; di conseguenza numerose grangie sono abbandonate e crollanti, i bellissimi prati sono infestati da piantine neonate che presto diventeranno boscaglia... Un quadro desolante, che dà scoramento.
È però doveroso tornare a soffermarsi sulla bella conca dei Tornetti dove arrivando appare subito alla destra (nord) un'imponente parete rocciosa solcata da ripidi canaloni, con una lunghissima cresta sommitale quasi orizzontale: è Rocca Moross (2135 m), fiancheggiata ad ovest dal Colle Pian Fum (1999 m), raggiunto da una lunga e sinuosa stradina sterrata.
Nel cuore della conca si nota invece la singolare figura del Roc Sapai (1364 m), caratterizzato da una parete rocciosa strapiombante sui prati sottostanti e utilizzato come palestra di roccia. Il luogo è anche ricco di leggende e vecchi racconti: nei pressi del
Colle Pian Fum si riunirebbero, il venerdì sera, le streghe delle Valli di Lanzo per danzare e compiere i loro riti diabolici. Lago Veilet (2070 m)
Ai Tornetti invece, tanti anni fa, un pastore che in autunno aveva ritardato di qualche giorno la discesa con il proprio gregge dall'alpeggio a quote più basse, si trovò alle prese con uno scheletro risvegliato dal calore del fuoco acceso dal margaro in seguito ad una improvvisa nevicata.
Lo strano spirito, dopo aver fatto ritrovare allo spaventato e stupito pastore una pentola ricolma di monete d'oro, voleva portargliela via ma il margaro, ripresosi dallo spavento iniziale ebbe la meglio nascondendosi per tutta la notte tra le sue pecore, che con la loro bianca lanuggine lo avvolsero e lo riscaldarono. Al mattino dello scheletro non c'era più traccia ed il pastore poté tornare tranquillamente al paese con il proprio gregge e con la pentola ricolma d'oro.
Anche Polpresa, frazione che si supera durante la salita ai Tornetti, ha il suo racconto: un giovane era fidanzato con una bella ragazza del posto e una sera, rincasando dopo essere andato a trovare l'amata, trovò una capretta che pareva perduta. Non avendo nulla di meglio per legarla e condurla alla propria stalla utilizzò una cordicella alla quale c'era appeso un piccolo crocefisso, che teneva sempre al collo. Con quello portò a casa sua la recalcitrante capretta e il mattino seguente, tra lo stupore di tutti, trovò legata nella stalla, nel luogo dove la sera prima aveva legato la capretta, la propria fidanzata completamente nuda.
Lago di Viana (2206 m) Subito capì che si trattava di una strega che con un incantesimo si era trasformata in capra e non si era
più potuta liberare perché tenuta legata con un oggetto sacro: il crocefisso.
Ovviamente il giovane cacciò la strega e non volle più vederla.
Questi non sono che alcuni tra i racconti di una zona ricchissima di tradizioni e leggende che purtroppo, con l'andare degli anni, si stanno progressivamente perdendo.

Accesso:

Arrivati a Viù lasciare una prima piazza adibita a parcheggio sulla sinistra, superarne una seconda (dove c'è il municipio) e, dopo una strettoia, superare una terza piazzetta. Dopo un breve rettilineo, ad un bivio, lasciare la strada principale che scende a sinistra per andare diritto iniziando a salire verso i Tornetti (indicazioni). Seguire la strada principale ignorando le numerosissime deviazioni mentre ad ogni tornante il panorama si amplia. Dopo Cramoletti un tratto quasi pianeggiante conduce infine ai Tornetti, dove si trova un bivio (in alto a destra si vede la chiesetta), andare a destra in salita (andando diritti si finisce nella piazzetta del paese, dove termina la strada).
La strada sale tra isolate costruzioni e pascoli con molti tornanti (il fondo della strada è in cattive Lago Panè (2280 m)
condizioni) fino ad arrivare nella bella conca dei Tornetti, vicino si trova l'impianto di risalita ormai inutilizzato, dell'Alpe Bianca. Nei pressi lasciare l'auto.

Salita:

  • Località di partenza: Alpe Bianca ai Tornetti di Viù (1450 m).
  • Tempo di salita: 3 h 30 min.
  • Difficoltà: E (escursionismo medio)

Proseguire lungo la strada che diventa sterrata, supera una prima sbarra metallica e passa sotto ad una rupe sormontata da un pilone votivo.

Oltrepassato lo skilift si supera un'altra sbarra per iniziare una serie di tornanti che permettono di guadagnare quota. Superato un costone, che fa sparire dalla vista l'ingombrante sagoma del palazzone, si affronta un tratto pianeggiante e si trova sulla sinistra la deviazione per il Lago di Viana che va seguita (indicazioni sulle rocce - la traccia del sentiero è visibile da una certa distanza). Si abbandona così la strada, si supera un piccolo rio e, affrontata una breve salita, si arriva a monte dei pianori che caratterizzano la parte superiore della Rocca dell'Alpe (1787 m) che invece incombe con dei salti rocciosi sulla sottostante carrozzabile.
  Lago Lungo (2302 m)
Si piega poi gradualmente verso sinistra, si supera un altro rio e si segue l'evidente traccia che, passando tra dossi erbosi, si dirige verso ovest lasciando a sinistra l'imponente sagoma della Cima Montu. Superato un ultimo tratto di salita (mai eccessivamente ripida) si arriva al Lago Veilet (2070 m), posto in un piccolo pianoro. Il lago è piccolo e poco profondo.
Costeggiare la sponda occidentale del laghetto per allontanarsi verso nord. Inizialmente la traccia è poco evidente ma dopo pochi metri di leggera discesa appare nuovamente più chiara (e si vede anche il tratto successivo). Alla discesa segue un tratto pianeggiante per riprendere poi a salire e, dopo un buon tratto, si piega repentinamente a sinistra (oltre ai bolli di vernice si trovano ometti in pietra). Salendo tra prati e rocce si arriva infine in vista del Lago di Viana (2206 m).
Dal lago costeggiare la sponda orientale e poi quella settentrionale, indi salire di alcuni metri verso destra. Si perviene così ad un nuovo sentiero ed il panorama si amplia (parte delle Valli di Lanzo, Gran Paradiso, Gruppo del Rosa ed il sottostante vallone che scende verso Ala di Stura) giungendo al Col dei Tre Lajet (2210 m).
Il sentiero, dal colle, scende verso Ala di Stura e volendo, in circa 15 minuti su sentiero praticamente pianeggiante, si può raggiungere il Lago di Lusignetto o Lagoscuro. Dal Colle dei Tre Lajet prendere a sinistra, seguendo una traccia poco evidente che entra in un piccolo ed incassato
Lago Grande (2212 m) valloncello, si raggiunge così in pochi minuti il piccolo Lago Panè.
Risalire un costone erboso sulla destra sino a raggiungere un colle da cui si intravede il Lago di Lusignetto; prendere a sinistra seguendo la facile cresta pietrosa con, sulla sinistra, la vista del Lago Panè. Arrivati ad un successivo colle si vede, in basso, il Lago Lungo che si raggiunge facilmente scendendo su una pietraia. Seguire tutta la sponda sinistra del lago e, arrivati dove il terreno ridiscende, si vede in basso il Lago Grande. Anche questo lago è raggiungibile con una facile discesa su pietraia. Arrivati sul pianoro dove giace il Lago Grande girare a sinistra e, passando su una pietraia in piano, si raggiunge il Lago Blu; ritornati sui nostri passi e raggiunto il Lago Grande, al fondo di questo, in basso è posto il Lago Piccolo.
Raggiungere i Tre Laghetti è leggermente più difficoltoso; occorre aggirare su pietraia, lasciandola sulla destra, l'altura che sovrasta il Lago Grande. I Tre Laghetti sono posti dietro questa altura.

Discesa:

Per l'itinerario di salita.

Lago Piccolo (2170 m)

Lago Blu (2210 m)

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