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Lera (3355 m.)

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Il Pian Sulé è un piccolo ripiano da dove prendono il via alcuni sentieri, o tracce di sentieri, che conducono a cime o valichi particolarmente interessanti. Il luogo è affascinante: un piccolo ripiano pascolivo ove scorrono alcuni piccoli rii, disseminato di massi di varie dimensioni e qua e là alcune chiazze di neve, quanto rimane delle lunghe nevicate invernali.
Il sentiero che si percorre fino al Pian Sulé è quello che conduce al Colle dell'Autaret (3071 m) ed agli omonimi laghi, che si può definire il più vecchio sentiero delle Valli di Lanzo e la più facile via d'accesso alla Francia. Nei secoli scorsi vi passava il servizio di posta a cavallo e addirittura i romani lo utilizzavano per trasferire le loro legioni nelle Gallie: ne sono testimonianza due are votive risalenti a quell'epoca rinvenute rispettivamente nei pressi del Colle dell'Autaret e di quello d'Arnas. I due reperti sono ora conservati, si fa per dire, vicino alla vecchia chiesa parrocchiale di Usseglio, ora in disuso, e nei pressi della chiesa della frazione di Piazzette.
L'itinerario proposto, oltre che dal punto di vista storico, è appagante anche sotto l'aspetto naturalistico. Il Lera con il Rocciamelone sullo sfondo
Infatti dopo aver lasciato le rive del Lago di Malciaussia si risalgono le ripide e erbose pendici che scendono dal massiccio del Lera-Suleé che a fine giugno, inizio luglio sembrano un vero e proprio giardino alpestre, profumatissimo e con innumerevoli esemplari di flora alpina. Numerose, come sempre, le marmotte.
Il Monte Lera è formato da tre distinte guglie: quella orientale, la più elevata (3355 m), con in cima una statua della Madonna, quella centrale (3322 m) e quella occidentale (3337 m).
La cima più importante e significativa è quella orientale, con ottimo panorama sulle cime più importanti delle Valli di Lanzo e in lontananza sulle vette della Vanoise e del Delfinato. Più sotto sono evidenti il Rifugio Cibrario e più lontano la diga del Lago della Rossa: è un fantastico susseguirsi di picchi rocciosi, nevai e specchi d'acqua. I primi salitori furono Baretti e l'ussegliese Cibrario Vulpot il 15 settembre del 1873.
Accesso:
Risalire tutta la Val di Viù e dopo l'abitato di Margone proseguire lungo la carrozzabile che risale con tratti molto ripidi e strapiombanti la valle fino alla diga del Lago di Malciaussia, dove si può lasciare l'auto.
Uno dei due laghetti della Lera La strada da Margone a Malciaussia è aperta generalmente da fine maggio ad ottobre.
Salita:
  • Località di partenza: Lago di Malciaussia (1805 m).
  • Tempo di salita: 5 h 30 min. circa.
  • Difficoltà: EE (escursionismo difficile)
Costeggiare il lago superando il Rifugio Albergo Vulpot e la costruzione dei bagni pubblici. Subito dopo lasciare la stradina per salire a destra seguendo la traccia di una mulattiera lastricata che costeggia brevemente un corso d'acqua per piegare poi a sinistra.
Il sentiero sale poi con una infinita serie di ampi tornanti lungo il ripido pendio, innalzandosi a monte del lago e delle costruzioni che lo circondano.
A mano a mano che si sale si entra in vista, sul versante opposto della valle, del Lago Nero mentre ad ovest appare evidente il Rocciamelone e tutta la cresta spartiacque Val di Viù - Val di Susa; stupenda, lungo la salita, la fioritura nei mesi di giugno - luglio. Un ultimo tratto di salita porta a attraversare un rio e si accede al Pian Sulè (2526 m). A sinistra è visibile l'insellatura del Colle di Spiol (2600 m).
Dal pianoro ci si abbassa sulla destra per attraversare un rio e, trovate le tracce di sentiero segnate con alcuni bolli rossi, si risale un costone erboso che percorso verso nord (sinistra) porta ad un primo vasto pianoro dove, ad inizio stagione, è frequente la presenza di nevai.
Si attraversa interamente il piano con percorso rettilineo per risalire poi un pendio di erba e rocce che adduce ad una seconda conca delimitata da imponenti pareti rocciose. Salita primaverile alla Lera
Si va a destra, percorrendo inizialmente un nevaio e successivamente risalendo un ripido detritico per passare sotto la cima Testa Nera (3080 m). Si sbuca così nei pressi di un colletto da dove, andando a sinistra, si addiviene ad una terza conca, dove si scorgono per la prima volta le tre cime della Lera. La conca va risalita tra nevai e sfasciume di varie dimensioni puntando ad un evidente colletto sito tra la Punta Centrale e la Punta Orientale. La marcia diviene più difficoltosa e ripida ed in alcuni passaggi è indispensabile aiutarsi con le mani.
Arrivati al culmine della piccola incisione prendere a destra e percorrere la cresta dove si incontrano alcuni punti esposti, che richiedono nuovamente l'aiuto delle mani e in breve si guadagna la vetta (cima orientale) dove è posta la statua della Madonna.
Discesa:
La punta centrale si raggiunge tornando al colletto e percorrendo poi l'ampia e comoda cresta toccando così la piccola vetta (3322 m). La Lera Occidentale ha invece un accesso più laborioso: è possibile raggiungerla percorrendo la cresta che la unisce con la Lera Centrale e giunti ai suoi piedi si piega a sinistra. Quando si è a breve distanza da un canalino che porta ad un colletto si va a destra senza percorso obbligato e facendo attenzione alle numerose pietre instabili si risale fino alla cima (3337 m). Per guadagnarsi la vetta è necessario l'uso delle mani.
Si ritorna sui propri passi fino alla Lera Centrale da dove ci si abbassa a destra compiendo una diagonale con direzione sud-est fino a che, procedendo su sfasciume e piccoli nevai, si raggiunge il percorso di salita.
Da lì fino all'auto per l'itinerario di salita.
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