Storie e leggende
— a cura di Curato da utente
Fu dedicato a sant'Ignazio nel 1902, ma era già utilizzato nel XVIII secolo come posa dei morti.
Pare fosse stato costruito per chiedere la protezione dal 'cagnolin del Rivet', una bestiolina piuttosto aggressiva capace di far inciampare i viandanti sorprendendoli nel cammino; ma ciò che la rendeva temibile era la convinzione che si trattasse dell'anima di Ghita Tavallina, niente meno che una masca arsa nel 1445.
(da Valeria Casini, 'Chi passa per questa via... itinerari di devozione tra piloni e affreschi delle Alpi occidentali, Priuli e Verlucca, 2005 e Massimo Centini, Sulle tracce delle streghe e degli stregoni piemontesi)
C'è chi ricorda che fosse stata costruita dai suoi antenati per ricordare che i lupi avevano ucciso due poveri bambini,