Acqua, canoni e centrali: cosa dicono le carte sull'idroelettrico nelle Valli di Lanzo
di Italo Losero · approfondimento personale, non una testata giornalistica
Dodici progetti di centrali in sette Comuni: tre autorizzati, tre rigettati, gli altri in attesa o con esito non noto. Non sono un giornalista né un tecnico: ho provato a capirci qualcosa leggendo atti, bollettini e documenti di progetto pubblici, per sapere chi propone le centrali, quanta acqua prelevano, quanti soldi arrivano ai Comuni e che cosa resta in valle. Dove le carte tacciono, lo dico.
Chi scrive e perché
Sono consapevole che quanto leggi sono mie letture e conclusioni personali, fatte da non addetto ai lavori: non sono un parere tecnico né legale, non sono la posizione di nessun ente o società, e possono essere sbagliate. Questo non è un articolo di giornale: è un tentativo personale di approfondimento, partito da fonti pubbliche certe. Non accuso e non giudico nessuno: raccolgo quello che dicono le carte, segno quello che non ho capito e dove potrei aver sbagliato. Se ne sai più di me (tecnici, amministratori, le società citate, chi vive in valle) scrivimi a italo@losero.net: ti ascolto, correggo e imparo.
Quanto resta in valle? Per la centrale di Ala, i canoni di legge sono stimati tra l'11 e il 16% dei ricavi stimati, e circa metà va alla Regione. Quanti addetti avranno gli impianti e quanto resti come utile, dopo costi e imposte, non risulta dai documenti consultati.
Ricavi e canoni sono mie stime, con il metodo spiegato nel capitolo 3: i documenti non li dichiarano.
Come leggere questo approfondimento
Tutto ciò che segue si basa su documenti pubblici, citati con un numero tra parentesi quadre che rimanda alla bibliografia in fondo. Le virgolette «così» indicano testo riletto nel documento originale. Tre etichette distinguono la solidità dei dati: documentato dichiarato in un documento letto sull'originale; mia stima calcolo o mia stima, con il metodo indicato; da conferma proviene solo da una fonte secondaria o di parte, da riscontrare.
Due parole prima di cominciare. Una centrale idroelettrica paga ogni anno tre voci, calcolate sui kW di potenza media: il canone demaniale, per usare l'acqua pubblica, che va alla Regione; il sovracanone BIM (BIM = bacino imbrifero montano), che la legge destina ai Comuni di montagna da cui nasce l'acqua; il sovracanone rivierasco, per i Comuni e le Province attraversati dal corso d'acqua. Il capitolo 3 le spiega con le cifre.
Riporto quanto si evince dai documenti pubblici, senza attribuire intenzioni a nessuno e senza giudicare i soggetti citati. Non faccio nomi di persone, solo di società. Le stime sono mie e sono etichettate. Non ho interpellato le persone e le società citate: se vuoi darmi la tua versione o correggere un dato, scrivimi a italo@losero.net e la aggiungo (vedi capitolo 10).
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