Le fiamme di sant'Ignazio - L'incendio a Pessinetto (Torino) lambisce il bianco santuario sul monte.

Capitolo del video Le fiamme di sant'Ignazio - L'incendio a Pessinetto (Torino) lambisce il bianco santuario sul monte.
La notte del 21 dicembre 2023, la data del solstizio d'inverno, dormivo a Pessinetto. La tranquillità del sonno era interrotta dal vento forte, la temperatura esterna di 13 gradi insolita; ma ciò che mi ha turbato era il buio: fitto. Molto di più del solito. Nell'andirivieni tra sonno e veglia ho dovuto arrivare fino al mattino per rendermi conto che la causa del buio fitto era che non c'era corrente elettrica; in tutto il paese. Mi sono alzato verso l'alba, a tentoni sono arrivato all'auto. La luce era insolita, la temperatura pure; nella mattina saremmo arrivati ad oltre venti gradi. Arrivato all'auto, rivolgo fiducioso lo sguardo verso l'alba, verso la mia cara stella del mattino. Ed è in quel momento che vedo ciò che vedete nel video: il monte del Santo che va a fuoco, la testa della valle conquistata dalle fiamme. Luci lampeggianti blu mi fanno capire che grazie al cielo mentre dormivo qualcuno si è preoccupato, ed ha agito, prima che io me ne rendessi conto. Per giorni la forza dell'incendio domina i pensieri e le parole di tutti. Dopo qualche tempo percorro i boschi bruciati. La maggior parte è salva; il fuoco ha distrutto il sottobosco ma non gli alberi. L'odore acre del bruciato, e prima ancora il colore nero dominante, catturano lo sguardo ed i sentimenti. Cammino pensoso nel vedere i primi ciuffi d'erba che ricrescono, le pigne liberate dopo l'incendio che assicurano la rinnovazione. Al di là del -grave- pericolo immediato la natura sa come guarire presto da quei piccoli malanni che sono gli incendi. Percorro antichi sentieri per arrivare al santuario; circondato dal nero si erge bianco a dominare le tre valli. Insieme ai sentieri, percorro i pensieri che portano a porre simboli in testa ai monti. Croci, santuari, cappelle; panchine; belvedere o ristoranti. Mi prende pena la piccola polemica veteroanticristiana, ormai logora e sfilacciata da non potersi più presentare con decenza. Mi conquista invece la ricerca del simbolo da porre in testa al monte, a capo della valle. Come chi si fa un tatuaggio e mette in un punto, esattamente in quel punto, un simbolo di ciò in cui pensa valga la pena farlo: per sempre. Non importa che gli altri non capiscano, è importante per chi lo fa, non per chi lo guarda che non ha null'altro da fare che cercar di capire. Proprio per cercare di capire questo simbolo messo in testa alle valli ci ho girato intorno dopo l'incendio per lasciare un segno nella rete di ciò che ho visto. Non ci ho capito tanto, ma devo dire: ho sentito molto. 'che a volte la testa gira a vuoto e va lasciata stare; va sentito il cuore. --- vdl-cta-v1 --- 🗺️ Altri video di Bassa Valle: https://www.youtube.com/playlist?list=PLUjJJ8pMwRak 📍 Tutti i video divisi per luogo sulla mappa interattiva: https://www.vallidilanzo.info/video?utm_source=youtube&utm_medium=description&utm_campaign=cta_backfill 🔔 Iscriviti al canale per non perdere i nuovi video, pubblicati ogni mese: https://www.youtube.com/@vallidilanzo?sub_confirmation=1
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