Solstizi radenti

Capitolo del video Solstizi radenti
Un'avventura dell'anima nel bianchissimo della luce radente del solstizio, salendo dall'opera dell'uomo nella pianura all'opera della natura sui monti, mutando la verticalità dei manufatti in quella degli alberi. Fotografie del 23 dicembre, verso il mezzogiorno, salendo verso la Madonna della Neve a Givoletto. Immaginiamo che a qualcuno interessi leggere oltre, che effettivamente i moti interni che mi hanno portato a scattare queste foto e a costruire questo video possano risultare interessanti per un qualche motivo a me in questo momento sconosciuto. Immaginiamo che il titolo, solstizi radenti, sia autoesplicativo e che lasci facilmente immaginare la sensibilità dell'occhio fotografico che vede nella luce radente del solstizio d'inverno uno stimolo di magica liturgia da celebrare in qualche modo per sottolineare la sacralità del tempo diverso del sole rinato, un po' come quando si cerca un modo per onorare l'ebbrezza dell'estate nel solstizio di giugno. Non possiamo però immaginare che sia autoesplicativo il sottotitolo: i cani della Madonna alla scoperta dello spirito Mercurio. Tra il blasfemo, l'immaginifico e l'alchemico: una bella pretesa, un azzardo. Come un azzardo sono le foto, per molti motivi. Sono un azzardo perchè c'è il male, il brutto, lo stonato ai più. Posso citare almeno due casi: lo smog e i tralicci. Tutte le immagini sono piene di smog, ma l'ho trattato con un biancore accecante, da farlo diventare quasi un mare di nebbia; ma tutti sappiamo che è una finta. Ad un certo punto nel video le transizioni tra una foto e l'altra passano dal bianco al nero, introducendo foto di Torino e delle fabbriche: è lì che si legge questo 'scurimento' dell'inquinamento che aleggia in tutta la pianura. Poi ci sono fili e tralicci; elementi solitamente rimossi dalle composizioni fotografiche di paesaggio naturalistico perchè fuori contesto, inquinanti tornerei a dire. Invece, così come per lo smog, ho voluto che costituissero parte del messaggio: il male c'è, ed è qui per restare, fa parte del paesaggio della nostra vita; sta a noi leggerne l'equilibrio e il senso. Sono un azzardo perchè i bianconeri così tirati possono disturbare, il contrasto così forte, la chiarezza esasperata, i cieli forzatamente tersi o completamente bianchi non fanno parte della normale esperienza visiva. Le foto si presentavano piatte, torbide, gelatinose e abbaglianti; lavorando sull'esposizione, sul contrasto, sulla chiarezza e sui dettagli le ha fatte diventare le visioni allucinate con cui ho costruito la storia. E questo sole! Il sole di mezzogiorno del solstizio, così basso, chiaro, tagliente, forte; questo stesso sole è un azzardo, un sole al suo culmine così basso che c'è da aspettare un intero anno perchè capiti di nuovo. Questo sole che scalda in modo così innaturale per la stagione; salgo per il sentiero sano e ripido, lacrimo sudori e ad ogni sguardo l'occhio chiede di stare dietro ad un mirino per scattare, ancora e ancora. Sale la voglio di unire quelle che saranno queste foto in un video, e la musica subito è 'Dogs', dall'album 'Animals' dei Pink Floyd. Straziante, cani che abbaiano in lontananza, uomini che muoiono di cancro, la chitarra di Gilmour come pugnale conficcato nella schiena appena ti volti. In particolare penso alla sezione più strumentale, le note distorte, i latrati, e quindi il cambio di passo, la soluzione melodica che toglie dall'impasse e apre il brano a sonorità positive; questa doveva essere la colonna sonora del video, i cani che mi accompagnavano verso la piccola cappella in cresta, la Madonna della Neve: i cani della Madonna, appunto, che tanta parte hanno avuto nell'accompagnarmi agli scatti. Tramontato il sole e tornato a casa ho cercato e ricercato il punto esatto del brano che avevo in testa; ma non quadrava, troppa distorsione, troppa negatività, nelle foto voleva esserci ben altro. Se c'è il male, è una parte. Non ho nessuna intenzione di celebrare il male di solstizio, quanto piuttosto l'equilibrio; i bianchi e i neri contrapposti, le sfumature, l'angelo dagli occhi torbidi che abbraccia lo stupito diavolo: questo voleva essere il mio racconto, questa l'impressione degli sguardi al solstizio, questo volevo raccontare. Distillare, separare, unire nei grigi e dividere nei bianchi e neri; solve et coagula, la danza della luce, la giostra dei contrari così cara all'alchimia. Alchimia, la nera terra, la radice, quanto di più dolce e profondo possa conoscere l'uomo; mi viene incontro e mi suggerisce che questi pensieri seguono una via già tracciata nel tempo, è quella dello spirito Mercurio, l'androgino degli equilibri impossibili.… --- vdl-cta-v1 --- 📍 Tutti i video divisi per luogo sulla mappa interattiva: https://www.vallidilanzo.info/video?utm_source=youtube&utm_medium=description&utm_campaign=cta_backfill… — vdl-tv-cta-v1 — 🏔️ Per viverlo davvero, guardalo in 4K sulla TV: questi panorami meritano lo schermo grande.
CirculNews
Nessun feed corrisponde al filtro.

Nessun feed.
Aggiungi il primo!