Scalpellini e muratori, i costruttori della scala - La scala di Forno Alpi Graie - Groscavallo (TO)

Capitolo del video Scalpellini e muratori, i costruttori della scala - La scala di Forno Alpi Graie - Groscavallo (TO)
Ecco, c’è da mettersi comodi e partire con i pensieri, con questo video ch’è di scale, e salir di gradini al cielo di Notre Dame. Che a dirlo così sembra un’esagerazione, quindi: con calma. Questo video è una piccola ode alle persone dietro ai cognomi: Recher, Canale, Geninatti, Eboli; che si firmano come ‘scalpellini e muratori’, ‘costruttori della scala’ che sale alla Madonna Nera di Forno Alpi Graie. In queste valli lavorare la pietra ed essere muratori è quintessenza di senso, perciò queste firme e quest’opera sono testimonianza di radice, di ‘essere uomini’ nel senso più alto, quello che mette maschi e femmine insieme a crescere il sentimento del luogo. Il ‘genius loci’ s’è fatto carne, direbbero i filosofeggianti. Ma questa è una salita, è una serie di gradini, cioè di gradi, di livelli di pietra che ci portano in alto: al Cielo, alla Madonna Nera. Per lapidem ad foemina, direbbero i filosofeggianti, latini. C’è ben di più dietro la testa degli scalpellini e muratori che drizzano muri, costruiscono scale, di ciò che gli si vede negli occhi. E’ necessario cercar qualcosa nel cuore, a volte ben nascosto tra gli sguardi dietro un bicchiere di vino; a volte, sotterrato per sempre sotto troppi bicchieri di vino. Nei cuori c’è quello che i secoli hanno versato da una fonte che non è - solo - locale, ma che irradia dalle culture vicine, parenti, affluenti; che se ne fa un baffo della scienza e della logica, ma va dritta al sentimento e alle sensazioni, trapassando generazioni, spazi e tempi. Il successivo gradino di questo sproloquio marzolino è la prima immagine che mi viene in mente pensando ad una scala: sulla facciata di Notre Dame a Parigi, una delle figure rappresenta l'alchimia: è una donna, con una scala davanti, la testa nelle nuvole, in mano due libri sovrapposti. Uno è la realtà come la si vede, l’altro è una lettura diversa. Quanto mi sembra simile questa scala a quell’immagine: si sale per gradi, fino ad aver la testa tra le nuvole, alla Signora Vergine Nera, femmina miracolante invocata tra gli ex-voto. Vengono in mente le innumerevoli dedicazioni alla femmina Consolata, Ausiliatrice, Assunta, che in queste valli sono state incensate in tempi patriarcali, mentre i Papi degli ultimi secoli si affrettavano a proclamare i dogmi della concezione immacolata, dell’assunzione. Per dare pace all’urgenza irrefrenabile. Nel cuore degli scalpellini e dei muratori riposa un ricordo, antico quasi come il mondo, che lega la pietra alla scala; il sogno di Giacobbe. Addormentatosi all’aperto, usando una pietra come cuscino, ha sognato una scala verso il cielo, dalla quale salivano e scendevano angeli; al risveglio ha innalzato e benedetto quella pietra come altare, perché l’aveva portato a percepire una realtà più alta. Vorrei che questa scala verso il cielo diventasse il cuscino per alzare lo sguardo e riposare gli affanni; e per avere un pensiero dolce e di gratitudine per chi l’ha costruita. RECHER S. CANALE D. GENINATTI G. EBOLI A. GENINATTI G.

Come arrivarci

Il sentiero per raggiungere questo luogo a piedi:

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