Dioniso a Trione - Cascate di Ghiaccio e Bec Ceresin

Capitolo del video Dioniso a Trione - Cascate di Ghiaccio e Bec Ceresin
Spesso mi chiedo se quando compongo un video scelga una colonna sonora o se, in realtà, non faccia altro che vestire d'immagini musiche eccezionali. Per sentire ciò che volevo comunicare con questo video sarebbe sufficiente leggere il titolo, chiudere gli occhi e spalancare le orecchie. Dioniso, il dio dell'estasi e della perdita di controllo, come può essere associato al freddo del ghiaccio e alle pareti di roccia? Jocelyn Pook abitua all'eccezionale; basta ricordare gli incredibili 'preti al contrario' (backward priest) in Eyes Wide Shut di Kubrick, durante l'orgia mistica (saggiamente ripreso nell'androginico e bellissimo spot Campari 'red passion' del 2000). Qui su un tappeto d'archi si innalzano melodie scarne e altissime, spogliate di senso letterale e spiraleggianti verso l'alto in un'aura misterica e liturgica. Assaporato il brano ad occhi chiusi, si può provare a rivederlo ad occhi aperti. Il tappeto d'archi ed i sussurri vocali diventano il respiro della salita, visibile al freddo, la tensione emotiva delle espressioni vocali si avvolge intorno alle colonne di ghiaccio, si alza in ripetizioni minimaliste, ipnotiche. Dalle cascate intorno all'Alpe di Trione si passa attraverso le forme scure dei larici spogli per alzarsi verso il Bec Ceresin, l'incredibile colonna di roccia; mentre termina la musica la lunghissima carrellata intorno al monolite dapprima inquadrato dalla propria ombra ne mostra il lato opposto al sole sul quale, una volta riconosciuta la forma dell'aquila, sembra impossibile non averla mai notata prima.
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