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Un impianto idroelettrico rimasto nei cassetti per cinquant'anni. Diga, 10 km di galleria, una centrale in fondovalle. La siccità del 2026 riapre il dossier.
Un impianto idroelettrico e acquedottistico che avrebbe trasformato la Stura di Viù in uno dei più grandi laghi artificiali del Piemonte. Il progetto di Combanera prevede uno sbarramento di 98 m sulla Stura di Viù, nella zona di Molar Del Lupo, un bacino di 50 milioni di m³ a quota 705 m slm e una galleria forzata di 10 km attraverso la montagna fino alla centrale e all'impianto di potabilizzazione di Pralungo. Proponente originale: l'Azienda Acquedotto Municipale di Torino (oggi confluita in SMAT).
Il progetto ottenne la Valutazione di Impatto Ambientale ministeriale nel 1996. Nonostante l'approvazione, non fu mai realizzato: le resistenze delle comunità valligiane, i costi elevati e un quadro normativo sempre più stringente ne bloccarono l'avanzamento. I disegni tecnici, le planimetrie e la simulazione 3D in Google Earth rimasero archiviati — e in parte accessibili online sul sito dell'autore del progetto editoriale.
Trent'anni dopo l'approvazione VIA, la siccità straordinaria del 2026 riaccende il dibattito. Il Po tocca i minimi storici, le falde si abbassano, 109 Comuni piemontesi ricevono acqua con le autobotti. SMAT ha già stanziato 2,8 milioni di euro per uno studio di fattibilità aggiornato (2023), ma al novembre 2025 l'ente non aveva comunicato risultati. Questo speciale ricostruisce il progetto, i suoi dati tecnici e la discussione attuale.
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